giovedì 11 ottobre 2012

Inverno alle Canarie: Lanzarote, l'isola di fuoco governata dai vulcani


Lanzarote. Il luogo dove la natura vulcanica dell’arcipelago ha avuto maggiore espressione, esplodendo in una serie di eruzioni storiche che ne hanno modificato per sempre la morfologia, regalando all’isola l’aspetto odierno: un paesaggio definito lunare, composto da distese brulle, crateri, formazioni rocciose e una potente attività geotermica perennemente in fibrillazione, tanto da meritarle l’appellativo di “isola di fuoco”. Ma dove c’è vulcanismo, c’è anche vita: Lanzarote è anche caratterizzata da panorami lussureggianti ricchi di vegetazione. E non dimentichiamo lo scopo principale per cui ci si reca qui: le vacanze al mare. Le acque dell’Atlantico pure e cristalline bagnano la sabbia fine di spiagge che cambiano il loro colore dal bruno e rossiccio delle coste vulcaniche, al tipico biancore delle coste africane. E tra un bagno e l’altro, c’è molto da vedere e fare a Lanzarote.
Visitare Lanzarote, l'isola di fuoco governata dai vulcani.
Playa de Famata, foto di untipografico
Gli itinerari principali di Lanzarote seguono una logica semplice: esplorare l’isola così come la potenza dei vulcani l’ha plasmata. E questa logica non è sfuggita all’occhio attento dell’Unesco che ha dichiarato Lanzarote Riserva della Biosfera. Per i suoi paesaggi lunari, ma anche grazie allo sviluppo promosso da un illustre cittadino: César Manrique. È a lui che si deve lo sviluppo urbanistico dell’isola. Manrique fu un artista poliedrico, nonché un eccelso architetto che progettò numerose opere che si integrassero perfettamente con il paesaggio vulcanico dell’isola, con l’intento di incrementarne il turismo. Obiettivo perfettamente riuscito: oggi Lanzarote ha una sua identità e caratteristiche ben definite. Un esempio? Le tipiche case bianche basse e squadrate che ritroviamo in ogni villaggio, volontà precisa di Manrique.
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Jameos del Agua, foto di Son of Groucho
Jameos del Agua è la sua opera più famosa. Si trova nella zona di Haría, a nord-est: si tratta di tunnel sotterraneo formato dalla lava il cui soffitto collassato lo ha esposto all’aria aperta. La grotta interna è naturalmente uno spettacolo naturale grazie alla sua illuminazione suggestiva, ed è casa anche di una particolare specie di granchio bianco. Una visita guidata porta inoltre nelle Cuevas de los Verdes, una serie di tunnel e caverne erose dal fiume di lava. Manrique ha pensato bene di sfruttare l’acustica interna di una delle grotte per costruirvi un auditorium da 600 posti. All’esterno sono stati invece installati un giardino con piscina e un bar-ristorante. Sulla punta estrema a nord di Lanzarote troviamo il Mirador del Rio, una scogliera panoramica dove sono stati costruiti un ristorante con terrazza, dalla quale si ha uno splendido paesaggio del sub-arcipelago Chinijo.
Il Jardín de Cactus, presso Guatiza, è un parco botanico che ospita diecimila esemplari di cactus di più di 1.400 varietà differenti provenienti da Americhe e Africa: è ricavato all’interno di una cava di sabbia vulcanica, che viene utilizzata anche per ricoprire le piante che così trattengono umidità e se ne nutrono alla radice. Altre opere di Manrique comprendono aree di intrattenimento urbane, come centri commerciali, giardini e parchi acquatici, anche su altre isole delle Canarie (il Parque Maritimo a Santa Cruz de Tenerife, ad esempio). La sua stessa casa, el Taro de Taniche, è stata adibita a museo e comprende giardini, sculture e mosaici dell’artista.
Parco Nazionale di Timanfaya, foto di Luc Viatour
Tra le escursioni a Lanzarote non può mancare quella al Parco Nazionale Timanfaya, sul lato ovest, per molti il motivo principale per visitare l’isola. Si tratta di un’area di oltre 51 kmq che comprende ben 25 vulcani, tra cui i più famosi sono le Montañas del Fuego, la Montaña Rajada o la Caldera del Corazoncillo. Di tutti però, solo il Timanfaya è ancora attivo: prende il nome dal villaggio che venne distrutto dall’eruzione del 1730, durata ben sei anni, che creò questa vasta terra rocciosa ora disabitata e fece emergere le montagne sopracitate. L’attività magmatica sottostante tutta l’area del parco è a tutt’oggi ben evidente, con temperature che vanno dai 100 ai 600 gradi sotto appena 13 metri di profondità: una delle principali attrazioni per i turisti è infatti quella di veder versare dell’acqua sul terreno per vederne scaturire un getto di vapore pari a quello di un geyser.
Anche a Timanfaya Manrique non fu a corto di idee: progettò infatti l’horno-asador per il ristorante El Diablo (il quale prende a sua volta il nome dalla statua dello stesso artista, simbolo del parco e di tutta l’isola). Si tratta in pratica di un grill costruito sopra un’area di elevata attività geotermica: il calore proveniente dal sottosuolo riscalda il cibo naturalmente, un tipico esempio di cucina artigianale canaria. Il parco di Timanfaya può essere visitato solo con un tour guidato in autobus o a bordo di cammello, ma vi si può anche camminare a piedi sull’unico percorso che segue la litoranea.
Noleggiare l’auto è il modo migliore per visitare Lanzarote, poiché le condizioni meteo spesso ventose rendono difficoltoso un giro in bicicletta o scooter: d’altronde l’estensione limitata dell’isola permette di attraversarla da nord a sud in 40 minuti. Naturalmente impiegherete di più fermandovi a visitare le località più interessanti. Nonostante secoli di eruzioni abbiano cancellato il passato più lontano, troviamo comunque centri storici ben conservati. Tra questi quello di Teguise, cittadina con 500 anni di storia con edifici del XVI secolo come la chiesa di Nuestra Señora de Guadalupe, il Castillo de Santa Barbara, e il Palazzo Spinola, residenza del governatore restaurata poi proprio da César Manrique. Arrecife è la capitale e centro più popoloso di Lanzarote: ex villaggio di pescatori, oggi è centro commerciale e turistico di primaria importanza, ma conserva anche vecchie costruzioni come il Castillo de San Josè che ospita il Museo Internazionale di Arte Contemporanea.


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